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D'ACQUASPARTA STORY

Dalla testa ai piedi.Il successo di un’azienda è il risultato della sua storia, delle sue scelte, e delle intuizioni degli uomini che gli hanno dato vita.Nella Firenze del dopoguerra Giovanni Beni si guadagna da vivere commerciando cappelli di paglia intrecciati dalle sapienti mani delle sue lavoranti, poi passa alle scarpe avvalendosi sempre dell’aiuto di lavoranti a domicilio. Gli anni cinquanta vedono crescere la sua predisposizione al mondo della calzatura, e la nascita di una vera e propria azienda, fino a che lascia il testimone al figlio Luigi che fa tesoro della tradizione imprenditoriale di famiglia e dà all’azienda un’identità, una sede e personale qualificato.
La tradizione compie un passo avanti.Dall’esperienza di una famiglia di calzolai e dall’iniziativa del suo fondatore Gabriele Beni, nasceva nel 1988 il Calzaturificio Gabriele.Presente fin da subito sui maggiori mercati della moda calzaturiera, l’azienda si è distinta per qualità delle creazioni e scelte imprenditoriali.Un’organizzazione flessibile e attenta alle esigenze del mercato e del cliente, una squadra di collaboratori
preparati, motivati e costantemente stimolati e la collaborazione quotidiana con professionisti del settore dei più persi know-how, fanno presto dell’azienda calzaturiera una presenza importante sui mercati italiani e mondiali con un consenso crescente.
Lo studio meticoloso delle tendenze e dei mercati, l’accurata ricerca di materiali, e un’attenzione particolare nell’anticipare i trends pentano un impegno costante nello sviluppo delle collezioni.La convinzione che le scarpe non sono un accessorio, ma l’insieme del comfort e dello stile, si riassume nelle più perse linee di vendita ma in particolare nel nuovo marchio "D'ACQUASPARTA"La tradizione del made in Italy compie un nuovo passo avanti. Interamente realizzate in Italia con materiali selezionati e pellami naturali, le sneakers D’Acquasparta reinventano il design sportivo grazie alle nobili suggestioni dell’araldica medievale, recuperate con una scrupolosa ricerca storico-culturale. Semplici nella concezione ma sofisticate nell’eleganza, le sneakers D’Acquasparta sono allo stesso tempo sportive
e grintose, originali e tradizionali. Velluti, vernici sfumate, pellami martellati altamente selezionati caratterizzano i materiali delle calzature D’Acquasparta fatte interamente in Italia da maestri Artigiani.
D’Acquasparta. Il senso del viaggio.Guelfi e ghibellini dimenticano i vecchi attriti. Il nome viene da lontano. Nato in Umbria intorno al 1240, Matteo Bentivegna dei Signori d'Acquasparta fu filosofo, teologo e cardinale. Nel 1288 Bonifacio VIII lo inviò a Firenze come legato apostolico, nel tentativo di pacificare le fazioni guelfe dei Cerchi e dei Donati, soprattutto quando giunse all'orecchio del pontefice la notizia che i Cerchi si erano alleati con le città ghibelline di Pisa e Arezzo. Il periodo storico è quello di Dante Alighieri e il cammino a ritroso nel tempo è nel ricordo del Grande viaggio: quello della pina Commedia, che affascina e stordisce per potenza poetica, fantastica risposta alle domande dell’umana esistenza. Il percorso che noi facciamo oggi sembra più semplice, fatto di giorni spesso uguali. E’ proprio per questo che la nostra visione del mondo, il senso che diamo alla vita e l’energia che trasmettiamo agli altri e a noi stessi pentano così importanti, vitali. “Con quella misura che l’uomo misura se medesimo, misura le sue cose”. Mai frase potremmo fare più nostra, nella speranza di poter nobilitare con le “nostre cose” anche il mondo che ci circonda.

Avanti, allora: il viaggio è appena iniziato

Matteo D'Acquasparta

Filosofo e Teologo nato ad Acquasparta intorno all'anno 1240, morì a Roma nel 1302. Allievo di San Bonaventura, di cui ripercorse fedelmente tutte le tappe della sua vita religiosa, entrò giovane a far parte dei Frati Minori di cui fu anche Generale dei Francescani (1287-89), studiò a Parigi, città nella quale insegnò. Fu eletto cardinale nel 1288 da Papa Nicolò IV ma mantenne il governo dell'Ordine fino al 1289. Fu tra i fautori dell'ascesa al papato di Bonifacio VIII, succeduto a Celestino V. Fu incaricato da questo Papa di comporre, vanamente, le lotte tra Bianchi e Neri a Firenze dove rimase dal 1300 al 1301. La sua venuta causò la rovina dei Bianchi, tra cui Dante, tanto che fu costretto ad allontanarsi da Firenze per sfuggire agli strali di detta fazione. Il Sommo Poeta nominò Matteo nella pina Commedia (Paradiso, canto XII , vv. 124-126) 

Ben dico, chi cercasse a foglio a foglio
nostro volume, ancor troveria carta
o' leggerebbe "I'mi son quel ch'i' soglio";
ma non fia da Casal né d'Acquasparta,
là onde vegnon tali a la scrittura,
ch'uno la fugge, altro la coarta. 

Ed il suo giudizio non fu certo benevolo, rimproverandolo di aver indebolito la regola francescana, occupandosi prevalentemente di vicende terrene ma il severo giudizio é da imputarsi sicuramente all'avversione di Dante verso Bonifacio VIII di cui Matteo era Legato Pontificio nonché amico.Dopo aver abbandonato la città di Firenze sostenne la politica del pontefice nel suo conflitto con Filippo il Bello. Strenuo e polemico difensore dell'agostinismo, riprese il pensiero di San Bonaventura di cui fu fedele discepolo, per opporlo all'aristotelismo e al tomismo. Matteo svolge il tema dell'illuminazione pina, secondo la teoria agostiniana della luce, come fecondazione dell'intelletto, che in virtù di essa genera in sé la visione della forme delle creature. 

Tra i suoi scritti Quaestiones de fide et de cognitione, Quaestiones de gratia e Quaestiones de anima. E' sepolto nella Chiesa dell'Aracoeli dove si può ammirare il monumento funebre scolpito da Giovanni di Cosma.

 

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